Il torrone è con il panettone il dolce natalizio per antonomasia. Siamo abituati a comprarlo già confezionato industrialmente ma vi siete mai cimentati nel cucinarlo da soli? E’ un’esperienza esaltante, ve lo garantisco. Preparare questo dolce ha in sè qualcosa di magico perchè dal nulla riusciamo a realizzare questa solida e compatta barretta bianca tempestata di frutta secca, e se ci mettiamo un po’ d’impegno il risultato sarà molto soddisfacente anche per il palato, ve lo assicuro! Ultima annotazione: forse non tutti sanno che la ricetta originale del torrone appartiene addirittura alla cucina araba. Viene tramandato infatti che gli Arabi portarono questo dolce in Europa nell’undicesimo secolo e cominciò a venire prodotto regolarmente in Spagna, dove era forte la presenza araba, fin dal quattordicesimo secolo, specialmente nella città di Alicante. In Italia due sono le regioni che si contendono la paternità del torrone: la Lombardia con Cremona e il Molise, con il suo torrone detto “Cupeta”, all’uso di Santo Stefano. Noi per non far torto a nessuno delle due regioni inseriamo questa ricetta nella categorie delle ricette sia del Molise che della Lombardia.
INGREDIENTI: 5 chiare d’uovo freschissimo, 500 gr. di miele biologico in un vasetto di vetro, 600 gr. di zucchero, 500 gr. di mandorle sgusciate, 500 gr. di nocciole sgusciate, 250 gr. di acqua, due bustine di vaniglia, mezzo mandarino, alcuni fogli di ostia (reperibili nel reparto dolci di negozi ben forniti)
PREPARAZIONE: Preparare una pentola d’acqua bollente e introdurre il vasetto di miele facendolo sciogliere a bagnomaria, mi raccomando non tenetelo troppo nell’acqua bollente e levatelo quando ancora è tiepido. Quindi aggiungete al miele le chiare d’uovo montate a neve e rimettere il vasetto a bagnomaria cuocendo per circa due ore e mescolando all’interno del barattolo con un grosso cucchiaio di legno fino a quando non si avrà ottenuto un composto nero e ambrato. Nel frattempo in una pentola a parte preparare una soluzione di acqua e zucchero facendola bollire per circa 20 minuti fino ad ottenere uno sciroppo del tipo melassa. La vostra melassa sarà pronta non appena immergendo un cucchiaio noterete che comincia a fare i fili che si solidificano immediatamente al contatto con l’acqua fredda. Unire la melassa ancora bollente al composto di miele che contemporaneamente sta cuocendo sul fuoco a bagnomaria, fare cuocere ancora per qualche minuto aggiungendo come ultimi ingredienti la vaniglia, un tritato di buccia di mandarino, le mandorle e le nocciole sminuzzate. Stendete i fogli di ostia su un tavolo e ponete sopra delle formine rettangolari di legno o acciaio acquistate da un buon negozio di casalinghi. Riempite le formine con il vostro composto bollente e schiacciate bene in modo che risulti molto compatto all’interno della formina, livellate la superficie alla perfezione. Successivamente aggiungere altri foglia d’ostia sulla superficie e ritagliarli secondo la forma della formina. Lasciate raffreddare per un paio d’ore e servite decorando con scaglie di cioccolata.
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Dicembre 16th, 2007 at 20:22
Ho provato oggi, come gli altri anni, a fare il torrone, ma mi sono sempre arresa nel momento in cui la massa diventa marrone. Perchè il torrone è bianco e la mia composta, nonostante due ore ininterrotte di cottura, continuamente mescolata, a fuoco bassissimo, è color nocciola? Posso recuperarla?
Grazie
Dicembre 17th, 2007 at 20:48
Ciao Patrizia,
credo ci siano più fattori che determinano il colore del composto. Uno dei fattori determinanti è la qualità dello zucchero, per questo ti consiglio di provare diverse marche di zucchero perchè cambiando marca vedrai che cambierai anche il colore. Per quanto riguarda la domanda che mi hai fatto sul composto scuro se è possibile riportarlo ad un colore più chiaro: si potrebbe tentare aggiungendo zucchero di un’altra marca ma credo sia difficile farlo diventare proprio bianco. Comunque la questione è puramente estetica perchè vedrai che il sapore sarà ugualmente gradevole.
In futuro ti consiglio di usare uno zucchero non eccessivamente raffinato, comunque bisogna sperimentare un po’ perchè credo dipenda anche dal tipo di acqua che usi e dagli elementi che contiene(può sembrare strano ma è così!).
Un abbraccio
Nucci