Spaghetti al nero di seppia

spaghetti al nero di seppia con filetti di pomodori, prezzemolo, aglio e peperoncino

Ho da poco scoperto che questa ricetta non è originaria della Romagna, come credevo, ma proviene dalla bella Calabria dove è detta in dialetto “spaghetti ccu niuru di sicci” (spero di aver trascritto bene). Questo fatto mi è stato fatto notare da un’amica calabrese che è, tra l’altro, una grande cuoca. E’ una ricetta che spesso amo cucinare anche se prima di metterla in preventivo m’informo se ai miei commensali può piacere una cosa così particolare. Il problema non è tanto il sapore (che è naturalmente molto buono) ma è l’aspetto, con questo piatto di pasta che sembra uscito da un barile di petrolio e che lascia la lingua nera come la notte. Una volta superate le prime naturali diffidenze vedrete però che questo piatto vi regalerà tante soddisfazioni, in termini di prestigio culinario e in termini di soddisfazione dei palati. In questo articolo analizzerò la ricetta originaria della Calabria, specialmente delle zone di Diamante e Cirella.

INGREDIENTI: 300 gr. di spaghetti nr. 5, due seppie fresche da 100 gr. ciascuna, olio extravergine d’oliva, peperoncino essiccato intero, un battuto di prezzemolo, due spicchi d’aglio, 200 gr. di filetti di pomodoro

PREPARAZIONE: L’operazione di prelevare l’inchiostro dalla seppia non è proprio semplicissima, ma comunque largamente fattibile con un minimo di perizia e di attenzione. Prendiamo le seppie e dopo averle ben pulite superficialmente stacchiamo delicatamente la sacca contenente il nero avendo cura che il liquido non fuoriesca. Una volta separate le seppie dalla vescica, tagliarle a listelli e lasciarle sgocciolare in un colapasta. A parte soffriggere un battuto di aglio, prezzemolo e peperoncino fino a perfetta doratura, quindi versare prima i listelli ben asciutti, poi da ultimo le vesciche colme di inchiostro che andremo a rompere in padella mescolando con un cucchiaio di legno e amalgamando il nero all’olio del soffritto. Dopo circa 5 minuti aggiungere i filetti di pomodoro con un pizzico di sale e lasciare cuocere a fuoco basso per almeno venti minuti. Quindi cuocere gli spaghetti e scolarli ben al dente. Dalla padella del sugo prelevare una parte del sugo, mentre con il resto rimasto saltare bene gli spaghetti per un paio di minuti, avendo l’accortezza di mescolarli uniformemente in modo che prendano il colore nero in maniera omogenea e non a chiazze. Quindi versare in un piatto di portata il tutto aggiungendo sulla sommità il sugo prelevato in precedenza con una pioggia di prezzemolo tritato finemente.

Ad un piatto così particolare abbineremo un vino bianco altrettanto prezioso: un San Vito di Luzzi, per rimanere nello stesso ambito regionale della ricetta.

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