Oh mio Dio come amo questo piatto! Impazzisco letteralmente per i pizzoccheri e quando vado a trovare amici di Bormio imploro sempre un piatto di questa pietanza, perchè al mio palato è letteralmente squisito. Si tratta di una fine armonia di differenti sfumature di aromi che insieme creano una sinfonia perfetta, un gusto unico e inarrivabile. Iniziando per la pasta dei pizzoccheri, una sorta di tagliatella realizzata con grano saraceno, che rimane tosta e inzuppata di salsa, per finire poi ai formaggi che compongono il sugo, ognuno un delizioso capolavoro di artigianato caseario. Lo so, il mio è un vero e proprio panegirico di questo piatto, ma oltre ad essere ottimo ha accompagnato molti momenti felici della mia vita perchè mi è sempre capitato di mangiarlo in compagnia di cari amici ed ai miei occhi ricalca la generosità e la bontà della gente della Valtellina. Ora però un’avvertenza: è un piatto molto pesante perchè oltre ai formaggi è presente moltissimo burro (in quantità industriale, la ricetta regionale prevede infatti 100 grammi di burro a persona!), personalmente quindi lo ritengo un piatto unico, e se proprio volette abbinarlo ad un secondo piatto abbiate cura di sceglierlo leggero: meglio un’insalata o della carne bianca senza salsa quindi. Un ultimo consiglio: esistono ormai in commercio, in molte zone d’Italia (quindi non più soltanto in Lombardia), delle scatole di pasta dei pizzoccheri, alcune di ottima qualità. Quindi se vi trovate a dover cucinare di fretta a avete bisogno di una ricetta veloce (come il titolo di questo blog!) potete optare per acquistarli già pronti risparmiando tempo. Ad ogni modo io inserirò nella ricetta anche le indicazioni per realizzare i pizzoccheri con le nostre mani.
INGREDIENTI: 350 gr. di farina nera di grano saraceno, 100 gr di farina tipo 0, 500 gr. di costine di verza (in inverno si può optare per la qualità della verza riccia), 400 gr. di burro della qualità “d’Alpe”, 300 gr. di formaggio “Casera”, 300 gr. di formaggio “Bitto”, quattro spicchi di aglio, 100 gr. di parmigiano grattugiato, sale q.b.
PREPARAZIONE: Su un tagliere di legno disporre un mucchietto delle due farine, quindi versare acqua tiepida e impastare dolcemente e con regolarità fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio. Con un mattarello di legno tirare la sfoglia dello spessore di mezzo centimetro scarso. Con un coltello affilato ricavare delle strisce lunghe una decina di centimetri e larghe uno. Lasciare riposare la pasta per qualche minuto sotto un panno appena umido. Nel frattempo collocare sopra il fuoco una capace casseruola con abbondante acqua salata, portarla a bollitura e versare le verze lavate a pezzi grossolani. Dopo circa cinque minuti versare nella pentola i pizzoccheri e cuocere per ulteriori 8-9 minuti. Controllare in fase di cottura la consistenza sia delle verze (che debbono risultare ben cotte ma non disfatte) sia della pasta (che dev’essere al dente). Durante il tempo di cottura tagliamo a fette molto sottili una parte dei due formaggi e collochiamola in un piatto di portata che possa contenere tutta la pasta che stiamo cuocendo. Quindi con una schiumarola prelevare una palettata di pizzocheri e verze e disporli nel piatto di portata, aggiungere altre fette dei formaggi, e il parmigiano , quindi ancora una palettata di pizzocheri e sopra uno strato di formaggi, e di parmigiano: così via all’esaurimento. Come atto finale in una padellina fare sciogliere tutto il burro insieme all’aglio intero, quindi lo si versa sui nostri pizzoccheri e si mescola il tutto con pazienza fino ad amalgamare completamente il tutto. Si serve bollente in piatti preriscaldati per evitarne il raffreddamento. Opzionalmente si può aggiungere a questa ricetta dei piccoli tocchi di patate dolci, bolliti insieme alla verza e poi ai pizzoccheri (vedi foto).
Per un piatto così marcatamente legato ad una zona specifica, la Valtellina appunto, bisogna riccorere ad un abbinamento enologico dello stesso ambito geografico. A parer mio il vino che meglio si adatta ai pizzoccheri è il Sassella Valtellina Superiore, leggermente preferibile al Grumello per la sua rotondità e delicatezza, attributi che levigano il sapore prorompente di questo piatto e lo esaltano al palato.







