nov 09 2007

Coniglio in porchetta

Pubblicato alle ore 12:44 nella categoria Ricette Carne, Ricette Lazio, Secondi Piatti

coniglio in porchetta alla laziale con ripeno di interiora, aglio, patate e finocchio selvatico

Il è un tipo di carne che amo cucinare, permette infatti al cuoco una varietà di ricette e un estro nel metterle in pratica come poche carni. A mio parere il pregio maggiore della carne di sta nella sua perfetta sintonia con i condimenti di cottura e nel suo ottimo grado di cottura che può raggiungere. Una mano esperta riesce infatti a cucinare a puntino un cuocendolo con una croccantezza della polpa e una fragranza della carne, cosa molte volte non possibile con altri tipi di carne a causa della consistenza delle fibre e della qualità stessa della carne. Inoltre il è molto in voga qui in Romagna e viene allevato un po' dappertutto con alimenti genuini e freschi, rendendo pertanto sicura ed affidabile l'origine della carne. Questa ricetta che presento oggi appartiene però alla cucina laziale, e in particolar modo alla zona di Viterbo e Rieti, dove la terminologia "in porchetta" viene usata per qualsiasi carne (quindi non solo il maiale) per indicare la presenza di una ricetta a base di , in particolare si fa riferimento all'impiego del fiore del , che viene essiccato e ampiamente adoperato in molte squisite pietanze viterbesi e reatine.

INGREDIENTI: (per 6 persone) - un nostrano già pulito e spellato da circa 2 kg, cinque spicchi d', fiori di , , tre dolci, un mazzetto di fresco, extravergine d'oliva, , , fresche (come contorno), teste di cavolfiori piccoli (come guarnizione), sale e pepe

PREPARAZIONE: Per prima cosa assicurarsi che il è perfettamente mondato da ogni impurita superficiale e per fare questo lavarlo abbondantemente sotto acqua fresca sfregando vigorosamente la pelle. Una volta ben lavato lo sventreremo con cura e raccoglieremo tutte le interiora dell'animale in un recipiente a parte. Quindi asciugare il con carta assorbente oppure uno straccio che non lasci pelucchi. Successivamente in una padella faremo soffriggere tre spicchi d' interi e il , attenderemo la doratura dell' ed andremo quindi ad aggiungere le interiori del (intestino, milza, cuore e fegato), le tagliate a dadini e un pizzico di fiore di finocchio essiccato. Lasceremo cuocere a fuoco basso e con il coperchio per un buon quarto d'ora. Una volta ben cotto il nostro ripieno lo leveremo dal fuoco e lo sistemeremo all'interno del avendo cura di posizionarvi gli steli del fresco e due spicchi d' interi, saleremo e peperemo il tutto secondo i nostri gusti e poi richiuderemo il cucendo il foro di sventratura con dello spago da cucina. Arrivati a questo punto siamo quasi pronti per infornare il nostro , e per fare questo lo disporremo su una teglia da forno non prima però di averlo ben emulsionato esternamente con l' d'oliva, lo , il sale e il pepe e i rametti di che lasceremo in ordine sparso sulla pelle. Cuocere a 230 gradi per non meno di mezz'ora avendo cura di girarlo durante la fase di cottura. Il deve assumere un bel colore ambrato prima di essere prelevato dal forno. Servire poi caldo su un letto di lessate e cucinate in umido. Opzionalmente guarnire con alcune teste di piccoli cavolfiori disposte sul . Per una maggiore riuscita estetica consiglio di tagliare il dopo averlo servito intero sulla tavola, sporzionandolo al momento ai nostri commensali.

Un vino rosso di alto lignaggio è quello che può accompagnare degnamente questa ricetta: per questo mi sento di raccomandare un nobile rosso di Montepulciano quale ideale compagno del in porchetta alla viterbese.

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1 Commento

Un Commento

  1. giuliani marioil 08 feb 2009 alle 00:36

    buonissimo dal 1 al 10 9

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