nov 21 2007
Cappelletti in brodo
Arriva il Natale e ci si trova a fare i conti con le nostre tradizioni. Qui in Romagna Natale a tavola significa soprattutto una cosa: i cappelletti in brodo, o per dirla in dialetto: i caplett sal brod. E’ un piatto che ha fatto epoca e si porta appresso la storia di tutto un secolo. Noi “azdore” romagnole (termine dialettale che definisce la matrona della casa) l’abbiamo tutte imparato dalle nostre mamme, che a loro volta lo impararono dalle loro. Nasce così questa tradizione emiliano-romagnola che non scomparirà mai. Per quanto mi riguarda adoro cucinare questo piatto ma allo stesso tempo metto in preventivo una bella faticaccia, si tratta infatti di una ricetta complessa che richiede lunghi tempi di lavorazione. E’ un piatto che crea un’atmosfera (come il famoso brandy
) e il suo profumo ricorda a ogni romagnolo il pranzo di Natale e quello di Capodanno, le due festività nelle quali i cappelletti vengono cucinati più spesso. Il segreto per preparare dei buoni cappelletti sta tutto nel saper dosare e miscelare gli ingredienti del ripieno creando una ben precisa sinfonia di sapori, senza che uno di essi (la mortadella per esempio) prevalga sugli altri. Vorrei a questo punto fare una precisazione doverosa: questa ricetta è cucinata in mille modi diversi a seconda della zona geografica e molte volte a seconda dei nuclei familiari! Mi riferisco soprattutto al ripieno: qualcuno infatti invece della mortadella (come la sottoscritta) usa il prosciutto crudo, altri preferiscono mettere solo il vitello o solo il maiale, altri ancora non mettono nel ripieno la noce moscata (orrore!). Ecco io vorrei dire che la ricetta che presento qui è quella che mi è stata tramandata da mia mamma e da mia nonna, per cui per quanto mi riguarda è una ricetta romagnola ma non LA ricetta romagnola dei cappelletti. Non pretendo di avere l’ultima parola sulla veridicità filologica della ricetta tradizionale nè voglio ergermi a depositaria della verità assoluta. Molto umilmente e senza falsa modestia dico soltanto che con questa ricetta i cappelletti mi vengono molto buoni, e a me e alla mia famiglia vanno bene così! Un altro importante distinguo è sulla forma del cappelletto, la maggior parte delle ricette prevede questa forma, che è quella tradizionale emiliana:
Vorrei invece precisare che seguendo la mia ricetta imparerete a fare questi cappelletti:
Questa particolare forma, popolare in alcune zone della Romagna, delle Marche e dell’Umbria si ottiene con un particolare strumento di cui parlerò più dettagliatamente nel corso dell’articolo. Infine vorrei aggiungere un’ultima nota storica molto simpatica: quando ero bambina durante il pranzo di capodanno si usava mettere nella zuppiera dei cappelletti anche un cappelletto più grande rispetto a tutti gli altri detto “capitlaz”, chi aveva la ventura di averlo servito nel piatto aveva un anno di fortune assicurato!
INGREDIENTI: 500 gr. di farina, 400 gr. di parmigiano reggiano grattugiato, 100 gr. di polpa di suino, 100 gr. di polpa di vitello, 100 gr. di polpa di vitellone, 100 gr. di polpa di tacchino, 100 gr. di mortadella sminuzzata, 200 gr. di ricotta di mucca fresca, brodo di cappone (o di gallina) ben corposo, 50 gr. di burro, cinque uova, poecorino molle di Urbino, noce moscata, scorze di due limoni grattuggiata, pepe e sale
PREPARAZIONE: La prima cosa a cui pensare è creare il ripieno. Per fare questo prendiamo un tegame e facciamo sciogliere una noce di burro, quindi aggiungiamo e uniamo tutti i tipi di carne: il vitello, il vitellone, il maiale e il tacchino. Facciamo cuocere e rosolare bene per circa un quarto d’ora, quindi aggiungiamo anche la mortadella tagliati a cubetti molto piccoli. Cuociamo per altri 10 minuti e poi togliamo dal fuoco e lasciamo raffreddare a parte. Dopo circa un’oretta, quando la carne è fredda, incorporiamo tutto il formaggio grattugiato, un uovo, la scorza di limone, tutta la ricotta, il pecorino tagliato a cubetti, un pizzico d sale e uno di noce moscata (non esagerare con quest’ultima altrimenti questa spezia rischia di sopraffare gli altri aromi). Cuocere a fuoco moderato per cinque minuti per dare il tempo al formaggio di sciogliersi e di amalgamarsi mescolando per bene con regolarità il tutto fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo che toglieremo infine dal fuoco e lasceremo riposare coperto. Nel frattempo ci occuperemo della sfoglia e per fare questo disporremo su una tavola da lavoro la farina e vi uniremo le 4 uova rimanenti, un pizzico di sale e un filo d’olio d’oliva. Impasteremo con vigore fino ad ottenere una pagnotta liscia e soda che inciprieremo di farina e lasceremo riposare per una buona mezz’ora sotto un canovaccio leggermente umido. Passato questo lasso di tempo con un mattarello tireremo una sfoglia molto sottile (attenzione a non farla troppo sottile però!) e con un coltello affilato ricaveremo da essa dei quadrati di 4 cm di lato in cui inseriremo al centro una pallina di ripieno. Una volta disposto in tutti il ripieno si richiuderà ogni quadrato con le dita e si andrà a ricavare il cappelletto con uno strumento circolare dentellato che taglierà via una sezione tondeggiante di pasta perfettamente chiusa con il ripieno, praticamente si tratta di uno stampino circolare dentellato di acciaio a cui è aggiunto un manico di legno per impugnarlo, ricorda molto da vicino un timbro (di quelli di una volta). Penso che lo possiate reperire in ogni negozio di casalinghi ben fornito, qui di seguito vi allego una foto del mio personale taglia cappelletti:
Realizzati tutti i cappelletti raccogliete i ritagli di pasta avanzati dal taglio dei cappelletti e re-impastateli con una goccia di acqua se necessario, quindi ripetete l’operazione di cui sopra, sempre se avete avanzato un poco di ripieno naturalmente! Una volta pronti i cappelletti devono riposare in vassoi di legno, coperti da un telo, per un tempo non inferiore alle 12 ore. Questo per dar tempo alla pasta di rassodarsi e al ripieno di asciugarsi (altrimenti si rischierebbe di rompere tutti i cappelletti durante la fase di cottura). Come atto finale li andremo a cuocere nel brodo di cappone (oppure di gallina nostrana non giovane) che abbiamo preparato in precedenza, con un tempo di cottura che non deve superare i 7-8 minuti. Li serviremo infine bollenti in una zuppiera con il loro brodo e potremo aggiungere parmigiano grattugiato nei piatti di ciascuno dei nostri commensali.
Un vino per i cappelletti non può essere che un ottimo Sangiovese Superiore, almeno per noi Romagnoli, ma anche se non lo siete e riuscite a reperirne una bottiglia vi assicuro che non rimarrete delusi dall’abbinamento!
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Ciao Nucci,
ti scrivo dalla provincia di ferrara e sono arrivata sul tuo sito tramite ricerche web. Visto e considerato che sei una chef degna di ogni rispetto, vorrei chiederti alcuni trucchetti culinari.
Ho scoperto di essere intollerante alle farine di frumento e ai latticini vaccini. E quindi, stò imparando a indirizzarmi a metodi culinari alternativi.
Mi potresti spiegare come posso fare la sfoglia con la farina di farro o kamut?
e se hai qualche altra ricetta da provare…..la testerò più che volentieri.
grazie e ciao
Daniela
Carissima Daniela,
ti confesso che non ho mai provato a fare una sfoglia con farina di kamut, una lacuna che mi piacerebbe colmare e che anzi conto di colmare al più presto. Mi è invece capitato di realizzare dolci, piadina e pasta con la farina di farro: in particolar modo la piadina è ottima con la farina di farro e ti consiglio di provare a cucinarla, il procedimento è molto semplice: puoi utilizzare le indicazioni che trovi sul mio blog per la ricetta della piadina romagnola sostituendo semplicemente alla farina normale quella di farro: il procedimento e le quantità sono identiche. Otterrai un alimento che dovrebbe venire incontro alla tua intolleranza alimentare (consulta però un buon allergologo) e che potrai abbinare con qualsiasi secondo piatto sostituendo di fatto il pane.
Quanto ad altre ricette biologiche a base di kamut, cereali e farro conto al più presto di pubblicarle sul blog e sto setacciando tutti i miei archivi culinari e gastronomici
Un caro saluto
Nucci
Grazie Nucci
per i consigli.
Non mancherò di passare di tanto in tanto dal tuo blog per restare aggiornata.
E intanto provo la piadina di farro.
Slurp
Cmq sì, sono seguita da un medico chirurgo nutrizionista, e quindi direi che sono in ottime mani
Ciao e a presto
Daniela
Ciao!
Sono Gianna, anke noi da generazioni, avendo un nonno romagnolo, facciamo i cappelletti a Natale, e io non vedo l’ora ke venga Natale x mangiarli…
Noi li abbiamo sempre fatti con la mortadella parmigiano bel paese e noce mascata.Addirittura mio nonno, dice sempre nonna, ke quando li voleva “leggeri”chiedeva come ripieno “solo”il parmigiano…
è la prima volta ke sento altre persone ke li fanno come noi.
Ciao a tutti
ciao è stata una vera sorpersa appurae che dentro i cappelleti ci voleva anche la ricotta.
davvero una novita’ mai sentita prima.
ma voi è solito farli cosi?
e il gusto è come quelli che si mangiano normalmente ? voglio dire la ricotta nn cambia quello che noi conosciamo come sapore del cappelletto?
io sono alla continua ricerce della vera ricetta del tortellino o cappelletto bolognese , sarà forse la tua?..
grazie tante e ti aspetto mi raccomando rispondimi
Ottima ricetta ed ottima descrizione delle varie fasi di preparazione, ma manca un dettaglio estremamente importante, che può trarre in inganno un principiante.
Né sugli ingredienti, né sulla preparazione è indicato che la carne deve essere macinata e quando si debba farlo. Prima della cottura o dopo, quando la cane stessa si è raffreddata?
Dalle Marche un vecchio Fermano (FM) doc. che non conosceva la tradizione del “capitlaz” e che non vedeva da oltre 50 anni lo stampo per cappelletti.
Buon giorno,vorrei fare imparare a mia moglie,milanese,come si preparano i cappelletti (io sono romagnolo),in particolare gli ingredienti per 4 persone.una cosa non ho capito,la carne di maiale o di vitello,od anche la mortadella,come si fa ad amalgamarla con la ricotta ed il formaggio,penso,occorra tritarla o tagliuzzarla fine,ma questo penso dopo la cottura!
grazie della risposta.
un romagnolo verace
Ciao,
sono Anna….
Ma hai fatto il calcolo delle calorie del ripieno dei cappelletti?
Ma dimmi, dopo che li mangiamo come stiamo con il colesterolo???!!!? eh?