mag 25 2013

Pennette al mojito

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Taglia la cipolla a dadini e falla appassire in un pentolino posto suo fuoco dolce assieme a una noce di burro, facendo attenzione a non bruciarla. Non appena…
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Pennette al mojito
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Prep Time: 1 hour

Cook Time: 45 minute

Yield: 4 Persone

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mag 25 2013

La Pasta Maddalena

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La pasta maddalena comparve per la prima volta nel celebre ricettario di Pellegrino Artusi “la scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” e da allora è ottima in sostituzione al pan di spagna, che rimpiazza agevolmente essendo pratica veloce e la pasta maddalena damgas.altervista.orgdi semplice realizzazione.

In oltre è ottima se cotta  in strati molto sottili come alternativa ai classici biscotti, servita magari all’ora del te con crema pasticcera o nutella .

Ingredienti:

Zucchero g 140 , Farina 00 g 80 , Burro g 40 ,
Rossi d’uovo 4 , Albumi n 3 , 1/2 bustina di lievito ,  la scorza grattugiata di 1/2 limone

Preparazione:

Montate i rossi con lo zucchero fin che non saranno bianchi e spumosi, aggiungete la farina e lavorate per bene. Unite dunque al composto il burro fuso ed in  fine i bianchi montati a neve avendo cura ad amalgamarle dal basso verso l’alto sempre nello stesso senso perché non smontino. Disponete la vostra pasta su di una teglia con carta forno e cuocete a 180°c in forno preriscaldato per 15 minuti. 

Se preferite potete stenderla sottilemente e lavorarla come si usa fare per i biscotti. Vi assicuro che il risultato è ottimo.

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La Pasta Maddalena
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Prep Time: 1 hour

Cook Time: 45 minute

Yield: 4 Persone

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mag 25 2013

Taste of Milano 2013

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taste intIn programma dal 30 maggio al 2 giugno la quarta edizione di Taste of Milano 2013. Onde evitare acquazzoni  e conseguenti scene di panico della folla gourmand, la manifestazione si sposta quest’anno indoor nello spazio SuperstudioPiù di Via Tortona 27.

Immancabili per l’occasione show cooking, corsi e degustazioni, anche se cuore pulsante di Taste sarà la presenza di 14 famosi chef – provenienti  per la maggior parte da ristoranti con sede a Milano – che proporranno una serie di assaggi della loro cucina.

Consultando  il menù online, fra i piatti più interessanti troviamo Omaggio a Sofia: Pizza fritta con pomodorini confit, zest di limone, mozzarella e bavarese di pomodoro di Viviana Varese (Alice Ristorante),  Uovo, guanciale e carbonara liquida al lemon grass  preparato da Matteo Torretta (Al V Piano Visconti Palace), Sella di coniglio arrosto ripiena di gamberi al basilico su vellutata ai fiori di zucca e crudo di zucchine di Andrea provenzali (Il Liberty), Patata e Caviale: purea classica di patate, caramello e lingotto di caviale e la magnifica Crema soffice bruciata, ciliegie mirtilli e meringhe cucinata da Andrea Bartolini (Devero Ristorante).

Presenti alla manifestazione di quest’anno anche piatti di famosi locali fuori Milano, fra i quali il Risotto Carnaroli taglio sartoriale, riduzione di birra e polvere di caffè del Ristorante Chistiano e Manuel Hotel Cinzia (Vercelli), il Vitello tonnato e gli Agnolotti del plin della Trattoria Zappatori (Pinerolo).

Capitolo prezzi: biglietto di ingresso standard a partire dai 15 euro (+ 1.5 euro di prevendita ). Per gli assaggi è necessario munirsi all’entrata di “ducati” che equivalgono a 1 euro, ma hanno un nome decisamente più altisonante.

Considerando che  ogni piattino costa dai 4 ai 6 euro – scusate ducati-  la spesa media per un menù di 5 portate si aggira intorno ai 30 euro, da sommare  al prezzo  di ingresso e ad eventuali bicchieri di vino (dai 3 euro circa).
Ipotetica spesa totale: 50-55 euro – mica noccioline.

Taste of Milano 2012
Date 30 maggio – 2 giugno 2013
Orario da giovedì a domenica sera (maggiori dettagli a questa pagina)
Location SuperstudioPiù
Indirizzo Via Tortona 27, Milano
Prezzi ingresso a partire dai 15€ + prevendita, assaggi dai 4 ai 6 €
Programma completo wwww.tasteofmilano.it

Federica Pallavicini

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Taste of Milano 2013
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Prep Time: 1 hour

Cook Time: 45 minute

Yield: 4 Persone

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mag 25 2013

Pollo in crosta di senape e finocchio – Chicken with mustard and fennel crust

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Ogni tanto spulcio tra le ricette in archivio ed oggi rispolvero e metto in scena  queste deliziose coscette di pollo!

Sono veloci da fare, la gran parte del lavoro la fa il forno ed avrete delle buonissime, croccanti ed aromatiche coscette di pollo, adoro soprattutto l’uso dei semi di finocchio… danno un tocco davvero speciale a questo gustosissimo secondo perfetto da servirsi con una fresca insalata!

L’idea l’ho presa (e leggermente rivisitata) dalla rivista americana Fine Cooking.

  • 2 cosce e 2 sovracosce di pollo
  • sale e pepe
  • olio extra vergine d’oliva
  • 1 cucchiaio scarso di semi di finocchio
  • 1 tazza di pane grattugiato
  • 1 cucchiaio di senape di digione

Lavare i pezzi di pollo ed asciugarli bene, metterli in un piatto e insaporirli con sale e pepe. In una padella scaldare 2 cucchiai d’olio evo e scottare i pezzi di pollo, 3-4 minuti per lato. Trasferire il pollo in una teglia da forno con la parte della pelle sopra e metterlo in forno preriscaldato a 200° per circa 20 minuti. In una padella tostare i semi di finocchio per 2 minuti, finchè ben fragranti, trasferirli in una ciotola insieme al pangrattato, 2 cucchiai d’olio evo, sale e pepe.

Togliere il pollo dal forno, girare i pezzi e spennellarli con la senape, cospargerli poi con il pangrattato al finocchio e rimetterli in forno per un altro quarto d’ora circa e finchè la crosta di pangrattato sia ben dorata.

Chicken with mustard and fennel crust

I made this fragrant and crispy chicken dish a while ago and i think it’s time to share it!

It’s really easy to prepare and with a small effort you’ll get a delicious meal… i loved especially the fenned seed touch which i think pairs very well both the chicken and the mustard! …it’s great served with mixed salad leaves!

The idea is taken and adapted from a Fine cooking issue.

  • 2 chicken tights and 2 chicken drumsticks
  • salt and pepper
  • extra virgin olive oil
  • 1 tbps of fennel seeds
  • 1 cup of breadcrumbs
  • 1 tbsp of dijon mustard

Wash the chicken pieces and pat then dry, place in a dish and rub them with salt and pepper.  Heat 2 tbsp of olive oil in a non-sticking pan and brown chicken on every side, 3-4 minutes per side. Transfer the chicken pieces in a baking pan, skin side up and bake them in preheated oven at 200° for about 20  minutes. In a small pan toast fennel seeds for 2 minutes, till fragrant, then transfer them in a bowl with breadcrumbs, 2 tbps of olive oil salt and pepper.

Remove chicken from the oven, turn pices upside down and brush them with mustard, cover them with the breadcrumbs and fennel mixture and return to oven for other 15 minutes or till you see that the crust is golden.

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Pollo in crosta di senape e finocchio – Chicken with mustard and fennel crust
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Prep Time: 1 hour

Cook Time: 45 minute

Yield: 4 Persone

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mag 25 2013

DOLCI. Un Pan di Spagna senza uova? Si può, per la gioia di intolleranti e vegani

archiviato in Ricette Biologiche

PAN DI SPAGNAUn dolce che mette d’accordo proprio tutti, grandi e piccini: il classico Pan di Spagna. Ottimo per una sana colazione o per una merenda di pomeriggio.

Unica pecca, nel suo impasto ha molte uova, un ingrediente molto allergene o portatore di disturbi alimentari, come le intolleranze.

Allora ecco la ricetta senza uova. Soffice e gustoso al tempo stesso. Una ricetta che mette d’accordo i più scettici e anche i vegani.

Ingredienti per 6 persone

1 cucchiaio d’olio di semi

200 gr di farina

180 gr di zucchero

50 gr di fecola di patate

250 ml di latte

50 gr di burro

Procedimento:

Iniziate a sciogliere a bagnomaria il burro. Sul fondo di una terrina versate dell’olio di semi, vi servirà per amalgamare meglio tutti gli ingredienti. Aggiungete lo zucchero e il latte. Amalgamate tutte gli ingredienti e versate setacciando, in modo che non si formeranno dei grumi la farina e la fecola di patate. Aggiungete il burro e con l’aiuto delle fruste amalgamate tutti gli ingredienti. Quando il composto sarà omogeneo e non presenterà dei grumi, versatelo in una teglia imburrata e infarinata e lasciate cuocere a 180° per 30 minuti. Vale sempre la regola dello stuzzicadenti.

Rispetto al classico pan di spagna non lo si può tagliare. Ma per renderlo gustoso potete bagnarlo con qualche liquore che presenti un basso contenuto di alcool, per far sì che anche i più piccoli possano assaggiarlo. Potete guarnirlo con della panna per dolci che lo renderà più gustoso ed incontrerà il retrogusto del liquore.

 

Maria Rosaria Mandiello

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DOLCI. Un Pan di Spagna senza uova? Si può, per la gioia di intolleranti e vegani
DOLCI. Un Pan di Spagna senza uova? Si può, per la gioia di intolleranti e vegani
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“>PAN DI SPAGNAUn dolce che mette d’accordo proprio tutti, grandi e piccini: il classico Pan di Spagna. Ottimo per una sana colazione o per una merenda di pomeriggio.

Unica pecca, nel suo impasto ha molte uova, un ingrediente molto allergene o portatore di disturbi alimentari, come le intolleranze.

Allora ecco la ricetta senza uova. Soffice e gustoso al tempo stesso. Una ricetta che mette d’accordo i più scettici e anche i vegani.

Ingredienti per 6 persone

1 cucchiaio d’olio di semi

200 gr di farina

180 gr di zucchero

50 gr di fecola di patate

250 ml di latte

50 gr di burro

Procedimento:

Iniziate a sciogliere a bagnomaria il burro. Sul fondo di una terrina versate dell’olio di semi, vi servirà per amalgamare meglio tutti gli ingredienti. Aggiungete lo zucchero e il latte. Amalgamate tutte gli ingredienti e versate setacciando, in modo che non si formeranno dei grumi la farina e la fecola di patate. Aggiungete il burro e con l’aiuto delle fruste amalgamate tutti gli ingredienti. Quando il composto sarà omogeneo e non presenterà dei grumi, versatelo in una teglia imburrata e infarinata e lasciate cuocere a 180° per 30 minuti. Vale sempre la regola dello stuzzicadenti.

Rispetto al classico pan di spagna non lo si può tagliare. Ma per renderlo gustoso potete bagnarlo con qualche liquore che presenti un basso contenuto di alcool, per far sì che anche i più piccoli possano assaggiarlo. Potete guarnirlo con della panna per dolci che lo renderà più gustoso ed incontrerà il retrogusto del liquore.

 

Maria Rosaria Mandiello

” prephours=”1″ cookmins=”45″ yield=”4 Persone” ]

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mag 25 2013

L’UE ritorna alle oliere, l’Italia resta all’avanguardia!

archiviato in Ricette Biologiche

olio02Il dietrofront della Commissione sul divieto all’uso di bottiglie senza etichetta e oliere anonime nei locali pubblici dell’Unione Europea a partire dall’inizio del prossimo anno favorisce frodi ed inganni che danneggiano duramente le esportazioni nazionali di olio di oliva che nella Ue valgono quasi 450 milioni di euro all’anno, in un momento di difficoltà dei acquisti nazionali in calo del 8 per cento nel primo trimestre del 2013.

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’annuncio del commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos nel sottolineare che l’obbligo rimane valido in Italia grazie alla legge salva olio “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini” in vigore dal primo febbraio. Una norma che prevede di far uso di imballaggi che non consentano il riempimento con altre qualità di olio rispetto a quelle indicate in etichetta nei ristoranti, sul bancone dei bar e nei servizi di catering, che – sottolinea la Coldiretti – intendiamo difendere dalle pressioni delle lobby.

“Ci piacerebbe una Europa che abbia una visione su come risolvere i problemi dell’economia e della disoccupazione e ci ritroviamo quella che risponde alle lobby anche su come apparecchiare la tavola”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Purtroppo – continua la Coldiretti – dobbiamo constatare che ancora una volta in Europa i gruppi di pressione vincono nei confronti di una norma appoggiata da ben 15 Paesi, tra cui i principali produttori come Italia e Spagna, che ha visto contrari solo i Paesi del Nord, come Germania, l’Olanda e l’Inghilterra dove non cresce neanche una pianta d’ulivo.

La legge nazionale – precisa la Coldiretti – sancisce una vera rivoluzione sulle tavole per il condimento piu’ amato dagli italiani: dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione a 18 mesi dalla data di imbottigliamento all’importante riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo che consentano di smascherare i furbetti dell’extravergine, dall’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine all’introduzione di sanzioni aggiuntive, come l’interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli, dal rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali.

Una necessità a tutela dei consumatori di un Paese come l’Italia in cui l’olio di oliva è praticamente presente sulle tavole di tutti gli italiani con un consumo nazionale stimato – sottolinea la Coldiretti – in circa 14 chili a testa. L’Italia è il secondo produttore mondiale di olio di oliva con circa 250 milioni di piante e una produzione di oltre mezzo milione di tonnellate e può contare su 40 oli extravergine d’oliva Dop/Igp. Il fatturato del settore – conclude la Coldiretti – è stimato in 2 miliardi di euro con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative.

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L’UE ritorna alle oliere, l’Italia resta all’avanguardia!
L’UE ritorna alle oliere, l’Italia resta all’avanguardia!
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“>olio02Il dietrofront della Commissione sul divieto all’uso di bottiglie senza etichetta e oliere anonime nei locali pubblici dell’Unione Europea a partire dall’inizio del prossimo anno favorisce frodi ed inganni che danneggiano duramente le esportazioni nazionali di olio di oliva che nella Ue valgono quasi 450 milioni di euro all’anno, in un momento di difficoltà dei acquisti nazionali in calo del 8 per cento nel primo trimestre del 2013.

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’annuncio del commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos nel sottolineare che l’obbligo rimane valido in Italia grazie alla legge salva olio “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini” in vigore dal primo febbraio. Una norma che prevede di far uso di imballaggi che non consentano il riempimento con altre qualità di olio rispetto a quelle indicate in etichetta nei ristoranti, sul bancone dei bar e nei servizi di catering, che – sottolinea la Coldiretti – intendiamo difendere dalle pressioni delle lobby.

“Ci piacerebbe una Europa che abbia una visione su come risolvere i problemi dell’economia e della disoccupazione e ci ritroviamo quella che risponde alle lobby anche su come apparecchiare la tavola”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Purtroppo – continua la Coldiretti – dobbiamo constatare che ancora una volta in Europa i gruppi di pressione vincono nei confronti di una norma appoggiata da ben 15 Paesi, tra cui i principali produttori come Italia e Spagna, che ha visto contrari solo i Paesi del Nord, come Germania, l’Olanda e l’Inghilterra dove non cresce neanche una pianta d’ulivo.

La legge nazionale – precisa la Coldiretti – sancisce una vera rivoluzione sulle tavole per il condimento piu’ amato dagli italiani: dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione a 18 mesi dalla data di imbottigliamento all’importante riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo che consentano di smascherare i furbetti dell’extravergine, dall’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine all’introduzione di sanzioni aggiuntive, come l’interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli, dal rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali.

Una necessità a tutela dei consumatori di un Paese come l’Italia in cui l’olio di oliva è praticamente presente sulle tavole di tutti gli italiani con un consumo nazionale stimato – sottolinea la Coldiretti – in circa 14 chili a testa. L’Italia è il secondo produttore mondiale di olio di oliva con circa 250 milioni di piante e una produzione di oltre mezzo milione di tonnellate e può contare su 40 oli extravergine d’oliva Dop/Igp. Il fatturato del settore – conclude la Coldiretti – è stimato in 2 miliardi di euro con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative.

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mag 25 2013

Cipolla bianca di Margherita verso l’IGP. Il tesoro oltre le saline…

archiviato in Ricette Biologiche

CIPOLLA MARGHERITA 02Margherita di Savoia è una cittadina di circa 12.000 abitanti, situata sull’Adriatico, nel Basso Tavoliere, al confine tra la Capitanata e la terra di Bari. E’ un comune che per la posizione e per la storia ha sempre avuto legami con i paesi della costa barese e con i comuni limitrofi.

La sua principale caratteristica è quella di essere sede della più estesa salina d’Europa. La zona di produzione e trasformazione della “cipolla bianca di Margherita” si estende dalla foce del Fiume Ofanto alla foce del Torrente Candelaro e comprende parte del territorio del comune di Margherita di Savoia, parte del comune di Zapponeta e parte del comune di Manfredonia.

Nella zona di Margherita questo ecotipo ha trovato un microclima ideale, infatti, i bulbi particolarmente teneri, la dolcezza, la forma perfetta e la scarsa presenza di solfuri che limita la lacrimazione all’atto della pulitura dipendono, oltre che dalla varietà, dal clima e dal terreno sabbioso e sabbioso-limoso che caratterizzano la fascia costiera adriatica che costeggia le Saline di Margherita di Savoia.

Per ottenere la cipolla, si parte dal suo fiore che viene tagliato a inizio luglio e viene fatto seccare al sole per una quindicina di giorno dopodichè si abbatte il seme, con l’aiuto di un battitore, in modo che esce il seme. Lo stesso seme viene lavorato da 200 anni.

Una volta recuperato il seme, dal mese di agosto, viene interrato nella sabbia, per ottenere all’inizio di novembre la piantina. La raccolta avviene da fine aprile fino all’inizio di luglio, vengono tagliate, lasciate asciugare e messe nei cassettini, le migliori vengono rinterrate per poter ottenere il bulbo della cipolla.

La cipolla bianca di Margherita di Savoia ha conquistato il nuovo Atlante 2011 dei prodotti tipici della Puglia, diventando patrimonio gastronomico italiano. La cipolla bianca di Margherita di Savoia, si caratterizza grazie all’elevato contenuto di zuccheri che rende il suo gusto delicato e dolce, donando una croccantezza inconfondibile.

Per dare il giusto valore a questo gustoso prodotto del territorio è stato richiesto il marchio IGP (indicazione geografica protetta) cosi già da un po’ di tempo esperti del settore si sono prodigati per ottenerlo e sono vicini al traguardo, seguendo un disciplinare abbastanza complesso che va dalla storicità ed i suoi valori nutritivi, al microclima, al suo terreno fino ad assegnare il nome per rafforzare questo meritevole marchio.

Maria Rosaria Mandiello

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Cipolla bianca di Margherita verso l’IGP. Il tesoro oltre le saline…
Cipolla bianca di Margherita verso l’IGP. Il tesoro oltre le saline…
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“>CIPOLLA MARGHERITA 02Margherita di Savoia è una cittadina di circa 12.000 abitanti, situata sull’Adriatico, nel Basso Tavoliere, al confine tra la Capitanata e la terra di Bari. E’ un comune che per la posizione e per la storia ha sempre avuto legami con i paesi della costa barese e con i comuni limitrofi.

La sua principale caratteristica è quella di essere sede della più estesa salina d’Europa. La zona di produzione e trasformazione della “cipolla bianca di Margherita” si estende dalla foce del Fiume Ofanto alla foce del Torrente Candelaro e comprende parte del territorio del comune di Margherita di Savoia, parte del comune di Zapponeta e parte del comune di Manfredonia.

Nella zona di Margherita questo ecotipo ha trovato un microclima ideale, infatti, i bulbi particolarmente teneri, la dolcezza, la forma perfetta e la scarsa presenza di solfuri che limita la lacrimazione all’atto della pulitura dipendono, oltre che dalla varietà, dal clima e dal terreno sabbioso e sabbioso-limoso che caratterizzano la fascia costiera adriatica che costeggia le Saline di Margherita di Savoia.

Per ottenere la cipolla, si parte dal suo fiore che viene tagliato a inizio luglio e viene fatto seccare al sole per una quindicina di giorno dopodichè si abbatte il seme, con l’aiuto di un battitore, in modo che esce il seme. Lo stesso seme viene lavorato da 200 anni.

Una volta recuperato il seme, dal mese di agosto, viene interrato nella sabbia, per ottenere all’inizio di novembre la piantina. La raccolta avviene da fine aprile fino all’inizio di luglio, vengono tagliate, lasciate asciugare e messe nei cassettini, le migliori vengono rinterrate per poter ottenere il bulbo della cipolla.

La cipolla bianca di Margherita di Savoia ha conquistato il nuovo Atlante 2011 dei prodotti tipici della Puglia, diventando patrimonio gastronomico italiano. La cipolla bianca di Margherita di Savoia, si caratterizza grazie all’elevato contenuto di zuccheri che rende il suo gusto delicato e dolce, donando una croccantezza inconfondibile.

Per dare il giusto valore a questo gustoso prodotto del territorio è stato richiesto il marchio IGP (indicazione geografica protetta) cosi già da un po’ di tempo esperti del settore si sono prodigati per ottenerlo e sono vicini al traguardo, seguendo un disciplinare abbastanza complesso che va dalla storicità ed i suoi valori nutritivi, al microclima, al suo terreno fino ad assegnare il nome per rafforzare questo meritevole marchio.

Maria Rosaria Mandiello

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mag 25 2013

Bollicine a Marostica. L’AIS Veneto ripropone la rassegna di vini spumante

archiviato in Ricette Biologiche

SPUMANTEMASON VICENTINO (VI). Domenica 2 giugno 2013 si terrà la terza edizione di Bollicine a Marostica, rassegna dei vini spumanti organizzata da Ais Veneto, delegazione di Vicenza. Visto il grande successo del 2012, quest’anno la manifestazione lascia la piazza degli scacchi per trasferirsi in un sede più ampia e meglio dotata di parcheggi, a pochi chilometri dalla città murata: Villa San Biagio, a Mason Vicentino.
Dalle ore 10 alle 20 l’affascinante ex monastero quattrocentesco ospiterà un banco d’assaggio in cui i produttori proporranno direttamente al pubblico i loro vini.

Saranno presenti aziende delle zone spumantistiche più celebri, come Franciacorta, Trentino, Oltrepò Pavese, Conegliano e Valdobbiadene; ma grande spazio sarà riservato anche agli spumanti da vitigni autoctoni, provenienti da varie regioni italiane come Erbaluce di Caluso (Piemonte), Vernaccia di Serrapetrona (Marche), Bombino Bianco (Puglia), Nerello Mascalese (Sicilia) fino ai locali Vespaiolo, Durello e Recioto di Gambellara. Non mancheranno infine le bollicine da oltralpe, con alcune etichette di Champagne francesi e Cava spagnoli.

Il programma prevede inoltre due degustazioni, guidate entrambe dal sommelier Roberto Gardini: alle ore 16 “Classici d’Italia”, degustazione di Metodo Classico di 6 territori italiani e alle 17.30 “Dom Perignon in verticale” con 4 annate del celeberrimo champagne. Alle 18.30 sarà invece premiata la migliore etichetta, grazie al giudizio espresso dal pubblico durante la giornata.

“L’interesse verso le bollicine – spiega Roberta Moresco, delegato Ais di Vicenza – non può essere liquidato come una moda passeggera. Ci sono le grandi tradizioni spumantistiche con punte di eccellenza assolute, ma anche piccole produzioni da vitigni autoctoni che meritano assolutamente di essere scoperte. Nostro dovere, come delegazione dell’Associazione Italiana Sommelier, è quello di rendere il giusto merito agli uni e aiutare a diffondere gli altri, sempre nel nome della cultura del buon bere”.
Per tutto il giorno si potranno inoltre gustare i prodotti tipici del territorio come il Formaggio Asiago, la Sopressa Vicentina, i prodotti da forno e il Bacalà alla Vicentina.
Il biglietto di ingresso per degustazioni illimitate al banco d’assaggio è di 15 euro, comprensivo di calice in omaggio.

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Bollicine a Marostica. L’AIS Veneto ripropone la rassegna di vini spumante
Bollicine a Marostica. L’AIS Veneto ripropone la rassegna di vini spumante
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“>SPUMANTEMASON VICENTINO (VI). Domenica 2 giugno 2013 si terrà la terza edizione di Bollicine a Marostica, rassegna dei vini spumanti organizzata da Ais Veneto, delegazione di Vicenza. Visto il grande successo del 2012, quest’anno la manifestazione lascia la piazza degli scacchi per trasferirsi in un sede più ampia e meglio dotata di parcheggi, a pochi chilometri dalla città murata: Villa San Biagio, a Mason Vicentino.
Dalle ore 10 alle 20 l’affascinante ex monastero quattrocentesco ospiterà un banco d’assaggio in cui i produttori proporranno direttamente al pubblico i loro vini.

Saranno presenti aziende delle zone spumantistiche più celebri, come Franciacorta, Trentino, Oltrepò Pavese, Conegliano e Valdobbiadene; ma grande spazio sarà riservato anche agli spumanti da vitigni autoctoni, provenienti da varie regioni italiane come Erbaluce di Caluso (Piemonte), Vernaccia di Serrapetrona (Marche), Bombino Bianco (Puglia), Nerello Mascalese (Sicilia) fino ai locali Vespaiolo, Durello e Recioto di Gambellara. Non mancheranno infine le bollicine da oltralpe, con alcune etichette di Champagne francesi e Cava spagnoli.

Il programma prevede inoltre due degustazioni, guidate entrambe dal sommelier Roberto Gardini: alle ore 16 “Classici d’Italia”, degustazione di Metodo Classico di 6 territori italiani e alle 17.30 “Dom Perignon in verticale” con 4 annate del celeberrimo champagne. Alle 18.30 sarà invece premiata la migliore etichetta, grazie al giudizio espresso dal pubblico durante la giornata.

“L’interesse verso le bollicine – spiega Roberta Moresco, delegato Ais di Vicenza – non può essere liquidato come una moda passeggera. Ci sono le grandi tradizioni spumantistiche con punte di eccellenza assolute, ma anche piccole produzioni da vitigni autoctoni che meritano assolutamente di essere scoperte. Nostro dovere, come delegazione dell’Associazione Italiana Sommelier, è quello di rendere il giusto merito agli uni e aiutare a diffondere gli altri, sempre nel nome della cultura del buon bere”.
Per tutto il giorno si potranno inoltre gustare i prodotti tipici del territorio come il Formaggio Asiago, la Sopressa Vicentina, i prodotti da forno e il Bacalà alla Vicentina.
Il biglietto di ingresso per degustazioni illimitate al banco d’assaggio è di 15 euro, comprensivo di calice in omaggio.

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mag 25 2013

Pasta integrale con cime di rapa

archiviato in Ricette Biologiche

Cercate un condimento per un’ottima pasta integrale? Ecco, dunque, questo sugo con cime di rapa e peperoncino: davvero insuperabile.

Procedimento:

1) Lavate, pulite e bollite le cime di rapa.

2) Tagliate a pezzettini sottili le cime di rapa e saltatele in padella con un po’ di peperoncino.

2) Preparate, intanto, il sugo, in una padella o in un pentolino, unendo uno spicchio d’aglio.

3) Quando la pasta sarà pronta, scolatela e mettetela in padella con le cime di rapa. Aggiungete anche il sugo, saltate velocemente il tutto e servite.

pasta-cime-rapa

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Pasta integrale con cime di rapa
Pasta integrale con cime di rapa
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Prep Time: 1 hour

Cook Time: 45 minute

Yield: 4 Persone

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mag 25 2013

Tagliatelle allo zafferano, pollo e guanciale

archiviato in Ricette Biologiche

Queste tagliatelle profumano di zafferano, e sono condito con pollo a dadini, guanciale croccante, pinoli, basilico e pomodori.  Il condimento viene esaltato dalla consistenza della pasta all’uovo, rendendo il piatto molto gradevole. Non contiene derivati del latte, trovate questa ricetta nella sezione la cucina intollerante. Se non avete problemi con i latticini, potete provare anche questi maccheroncini di Campofilone con ricotta e zucchine.

Procedimento :

Soffriggere lo scalogno tritato in poco olio e sale, unendo poca acqua per non farlo asciugare, finchè non è tenero, toglierlo dal fuoco e tenerlo da parte.

Tostare i pinoli in padella.

Ridurre a pezzetti il guanciale e renderlo croccante in padella a fuoco vivo.

Tagliare a dadini il petto di pollo e rosolarlo in padella con poco olio, sale e pepe. Sfumare con uno spruzzo di vino bianco.

Riunire in un ampia padella tutti gli ingredienti preparati, aggiungere lo zafferano sciolto in poca acqua calda e cuocere per 2 minuti per amalgamare i sapori.

Saltare nel condimento le tagliatelle lessate al dente, rifinire con una dadolata di pomodoro e basilico spezzettato.

Mescolare, spolverizzare con una piccola macinata di pepe e servire.

tagliatelle con pollo e zafferano

 

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Tagliatelle allo zafferano, pollo e guanciale
Tagliatelle allo zafferano, pollo e guanciale
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Prep Time: 1 hour

Cook Time: 45 minute

Yield: 4 Persone

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mag 25 2013

Norvegia, bere un tè a Bergen

archiviato in Ricette Biologiche

Come preannunciato sulla pagina Facebook di Five O clock, ecco i miei consigli su dove bere un tè a Bergen, seconda città della Norvegia, porta di accesso al postale dei fiordi, un posto molto carino che vi consiglio! Rispetto a Trondheim, dove mi trovo e dove vi ho scritto i miei primi reportage dalla Norvegia, […]

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Norvegia, bere un tè a Bergen
Norvegia, bere un tè a Bergen
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mag 25 2013

10 Deliziose Ricette di Torte.

archiviato in Ricette Biologiche

1.- Torta di patate, non ridete del nome ampolloso perché come vedrete alla prova, non è demeritato.

torta di patate

Trattandosi di patate, non ridete del nome ampolloso perché come vedrete alla prova, non è demeritato. Se i vostri commensali non distinguono al gusto l’origine plebea di questa torta, occultatela loro, perché la deprezzerebbero.

 

2.- Torta di zucca gialla.

torta-di-zuccagialla

Preferibilmente questa torta si fa d’autunno o d’inverno, quando la zucca gialla si trova in vendita dagli ortolani.

 

3.- Come costruire una torta a tema Angry Birds.

Angry Bird Cake 1

Il tuo bambino adora il famoso gioco di Angry Birds? Allora per la sua festa preparagli una bellissima torta decorata con i personaggi del gioco: ecco l’infografica per realizzarla.

 

4.- I vincitori dei contest al Cake Design Week di Napoli.


Un grande riscontro di presenze ha confermato il successo del Cake Design Week che ha avuto luogo presso la Stazione marittima di Napoli dal 19 al 21 aprile. I grandi nomi del Cake Design, da Letizia Grella a Christian Giardina, fino a Toni Brancatisano, sono stati entusiasti protagonisti di un folto numero di attività, mentre aziende leader del settore hanno esposto i materiali più innovativi nel campo della Sugar Art. Un grande afflusso di visitatori hanno contato anche i contest “New cake decorator” e “Make your cake”, le gare che hanno consentito a talenti emergenti di mettersi in gioco testando la propria creatività.

 

5.- Tortine di farro e marmellata d’arancia.

tortine di farro e marmellata di arance

 

6.- Torta riso, la torta dell’abbondanza.

torta di riso

Diffuso già in tempi estremamente remoti in Cina ed India, secondo gli archeologi il riso ha origine quindicimila anni fa sulle pendici del versante indiano dell’Himalaya.

 

7.- Torta di pere e parmigiano, la bontà delle pere accoppiate con un formaggio dal sapore pie­no.

Torta di pere e parmigiano

La bontà delle pere quan­do sono accoppiate con un formaggio dal sapore pie­no come il parmigiano è conosciuta non solamente dai contadini ma anche da buongustai di tutto il mon­do. Questo dolce però non fa parte della tradizione conta­dina, bensì della cucina dei nobili italiani del Trecento.

 

8.- Torta al caffè, ideale alla fine di una ce­na con gli amici.


torta al acffe
Alla fine di una ce­na con gli amici pro­ponete la torta al caf­fè. La pianta del caffè è originaria dell’Etio­pia dove, anticamen­te, i suoi semi erano ri­dotti in polvere non per realizzare una bevan­da bensì, uniti al burro, per essere consuma­ti sotto forma di pasta.

 

9.- Torta alle noci, un dessert da leccarsi le dita.

torta alle noci
Vi suggeriamo di pre­parare un dessert da leccarsi le dita che vi farà dimenticare la die­ta. La torta alle noci infatti, oltre che buona, è benefica. Le noci, a det­ta dei medici, riduco­no il rischio di malattie cardiovascolari, di ic­tus e di diabete medito.

 

10.- Tortine veloci con cioccolato e panna.

tortine veloci con cioccolato e panna

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Prep Time: 1 hour

Cook Time: 45 minute

Yield: 4 Persone

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mag 25 2013

10 Deliziose Ricette di Dolci con Frutta.

archiviato in Ricette Biologiche

1.- Arance al pistacchio con pinoli e semi di melagrana.

arance al pistacchio

Meno forte e acido di quello classico, ma molto aromatico, profumato e ricco di proprietà, l’aceto di mele dà un tocco particolare alle insalate di verdure o anche, come qui, a quelle di frutta

 

2.- Millefoglie di pan di spagna con gelatina di frutti di bosco e cuore fondente.

Millefoglie di pan di spagna con gelatina di frutti di bosco e cuore fondente

 

3.- Tartellette ai frutti esotici.

tartellette ai frutti esotici

Per lucidare le tartellette, al posto della gelatina potete usare anche della confettura, che allungherete con qualche goccia d’acqua e farete bollire per 1′. Per stenderla, vi servirete poi di una pennellessa da pasticceria.

 

4.- Ananas caramellato con crema all’arancia.

Ananas caramellato con crema all’arancia

 

5.- Tartellette di ricotta alle ciliegie.

tartelette di ricotta alle ciliegie

 

6.- Bomba al pistacchio con ciliegie e pesche sciroppate.

bomba al pistacchio

 

7.- Pere kaiser al vino e mousse ai frutti di bosco.

pere  kaiser al vino e mousse

La mousse ai frutti di bosco in vasetto richiudibile, è ideale per la sua consistenza morbida oltre che per il sapore delicato.

 

8.- Cialde croccanti con le mele.

cialde croccanti con le mele

9.- Crostata al miele con noci e nocciole.

crostata al miele con noce e nocciole

10.- Mele ripiene al forno.

mele ripiene al forno


Queste mele sono ottime per la merenda dei ragazzi e si possono preparare anche un giorno per l’altro.

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10 Deliziose Ricette di Dolci con Frutta.
10 Deliziose Ricette di Dolci con Frutta.
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Prep Time: 1 hour

Cook Time: 45 minute

Yield: 4 Persone

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mag 25 2013

Dolcre crema alla catalana in assoluto il dolce spagnolo più diffuso oltreconfine.

archiviato in Ricette Biologiche

dolce crema alla catalana

La crema catalana, come già svela il nome, è un dolce tipico della Catalogna consistente in una soffice crema a base di latte, uova e zucchero, ricoperta da un sottile strato di zucchero caramellato che crea un velo croccante da spaccare col cucchiaino.

È una delle preparazioni al cucchiaio più famose, e forse in assoluto il dolce spagnolo più diffuso oltreconfine: (intuitivamente, originaria della Catalogna) si è ormai conquistata il diritto di occupare uno dei posti d’onore tra i piatti nazionali, insieme a tapas e paella.

Ricetta per persone n.

6

Ingredienti:

1 litro di latte
8 rossi d’uovo
3 cucchiai rasi di maizena
150 g. di zucchero bianco
un limone
1 bastoncino di cannella

      Preparazione: 50’

        1. Pulite bene il limone e togliete la buccia stando attenti a non utilizzare anche la parte bianca che è amara.

        2. Versate il latte in una casseruola tenendone da parte un mezzo bicchiere, aggiungete il limone e la cannella, portate a ebollizione e spegnete subito il fuoco.

        3. Coprite la casseruola e lasciate riposare per una decina di minuti.

        4. Intanto in una ciotola sbattete le uova con lo zucchero e amalgamate tutto con m molta attenzione: il composto dovrà essere biancastro e lievemente spumeggiante.

        5. Se avete un buon mixer potete usarlo e risparmiare fatica.

        6. Passati 10 minuti togliete dal latte il limone e la cannella e versatelo lentamente sulle uova e lo zucchero, sbattendo con una frusta.

        7. A questo punto aggiungete la maizena sciolta nel mezzo bicchiere di latte messo da parte e rimettete la casseruola sul fuoco basso senza smettere di mescolare in modo che la crema cominci ad avere una certa consistenza.

        8. Quando sta per bollire spegnete il fuoco.

        9. Versate la crema in ciotole di coccio che possano andare in forno, fatela completamente raffreddare e mettetela in frigorifero per almeno 2 ore.Al momento di servirla accendete il grill del forno.

        10. Spolverizzatela di zucchero rosso e mettete le ciotole piuttosto vicine alla fonte di calore perché lo zucchero deve caramellare.

        11. Questa operazione dovrà essere fatta velocemente perché il segreto è il contrasto tra il caldo esterno e il freddo interno.

        Quanto nutre una porzione: 435 calorie.

        Vino consigliato: Friuli Isonzo Moscato rosa spumante

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        Tra i vini rosati il Friuli Isonzo Moscato Rosa Spumante Doc è certamente tra i più conosciuti tra gli appassionati e non di questa tipologia di vini. Il Friuli Isonzo Moscato Rosa Spumante Doc DOC viene generato maggiormente in Friuli Venezia Giulia e esattamente nei comuni di Romans, Gradisca, Villese, S.Pier, Turriaco, Medea, Moraro, Cormons, Capriva, S,Lorenzo, Monfalcone, Mossa Sagrado, Ronchi, S,Casciano, Staranzano. Ad ogni modo come per ogni vino è richiesto di specificare la zona Doc di produzione ovvero Friuli Isonzo.

        Il Friuli Isonzo Moscato Rosa Spumante Doc viene generato attraverso un vitigno principale il Moscato Rosa ed qualcuno secondario e presenta numerose singolarità affini agli altri vini rosati. E’ basilare dire che rispetto alle altre tipologie di vini quelli rosati sono sicuramente “meno capiti” ma non per questo motivo la loro produzione deve essere considerata minore o di bassa qualità. In linea generica possiamo dire che la “cattiva reputazione” dei vini rosati parte dalla bassa informazione e da pregiudizi il che è un vero peccato considerando che in realtà sono molto piacevoli, freschi e profumati. I luoghi comuni e la scarsa informazione fanno pensare che il vino rosato sia frutto della miscela tra vino bianco e rosso ma quello che pochi sanno è che questa pratica è illegale in Italia e quindi è assolutamente impossibile produrre un vino in questa modalità. Il colore rosato di questi vini viene da tecniche specifiche tra cui quella di pigiare l’uva rossa e di slegare il mosto dalle bucce subito dopo questo processo, ma la tecnica più usata invece è quella di pestare delle bucce sul mosto per un breve periodo di tempo, in modo da ottenere vini dai colori rosati di diverse intensità. In base alla durata della macerazione e delle uve utilizzate, il colore del vino rosato può presentare diverse sfumature, dal rosa pallido a toni molto più intensi, simili al rosso. I vini rosati presentano pochi di tanniti il che li rende non solo leggeri e freschi da sorseggiare ma consente di servirli alla precisa temperatura dei vini bianchi.

        moscatorosa09

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        Dolcre crema alla catalana in assoluto il dolce spagnolo più diffuso oltreconfine.
        Dolcre crema alla catalana in assoluto il dolce spagnolo più diffuso oltreconfine.
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        Prep Time: 1 hour

        Cook Time: 45 minute

        Yield: 4 Persone

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        mag 25 2013

        CIAMBELLA DI NOCCIOLE, YOGURT E CAFFE'

        archiviato in Ricette Biologiche

        Ieri sera, al rientro dal lavoro, mi è venuta una voglia improvvisa di qualcosa di dolce e senza pensarci troppo mi son messa all’opera per preparare questa ciambella. Ora dovete sapere che a me la ciambella classica, quella neutra, non è mai piaciuta, mi piacciono solo quelle che hanno un sapore deciso, arricchite con più ingredienti. Infatti qua sul blog ne ho pubblicate pochissime, ma
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        CIAMBELLA DI NOCCIOLE, YOGURT E CAFFE'
        CIAMBELLA DI NOCCIOLE, YOGURT E CAFFE'
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        Ieri sera, al rientro dal lavoro, mi è venuta una voglia improvvisa di qualcosa di dolce e senza pensarci troppo mi son messa all'opera per preparare questa ciambella. Ora dovete sapere che a me la ciambella classica, quella neutra, non è mai piaciuta, mi piacciono solo quelle che hanno un sapore deciso, arricchite con più ingredienti. Infatti qua sul blog ne ho pubblicate pochissime, ma

        Prep Time: 1 hour

        Cook Time: 45 minute

        Yield: 4 Persone

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